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I CAPULETI
ED
MONTECCHI
TRAGEDIA LIRICA
DI FELICE ROMANI
DA RAPPRESENTARSI
IN PAVIA
NEL TEATRO DEGLI ILLUSTRISSIMI
CAVALIERI COMPADRONI
IL CARNOVALE DEL l834.
PAVIA
Tipografia Bisaom
5
PERSONAGGI.
CAPELLIO, principale fra i Caputeli 5 « padre di
signor Gaetano AnloldL
GIULIETTA , amante di
signora Maria Teresa Mannelli*
ROMEO , capo dtìi Montecchi
signora Antonietta Galzarani.
TEBALDO 3 partigiano dei Capuleti 3 destinato spo$o a
Giulietta
signor Francesco Battaglia.
LORENZO ? medico e famigliare di Capelli©
signor Francesco Dai Fiori.
CORI e COMPARSE
Capuleti
Montecchi
. — Damigelle
Soldati — Armigeri.
1/ azione h in Verona: l'epoca è del tredicesimo SeÈolo-
Musica del sig. Maestro Vincenzo Bellini*
ORCHESTRA
fvimo Violino e Direttore cT Orchestra.
sig. Faustino Durand Ugo
Maestro al Cembalo
sig. Giuseppe Sartirana
Capo de' secondi
sig. Giuseppe Sordelll
Primo Contrabasso al Cembale
sig. Isidoro Mercandotti
Primo Violoncello
sig. Gaetano Porta
Prima Viola
sig. don Siro Pasquali
Primo Oboe e Corno Inglese
sig. Tonache
Primo Flauto
sig. Giuseppe Pasi
Primo Fagotto
sig. Giuseppe Zacch
Primo Clarinetto
sig. Nowak
Primi Corni
sig. Giuseppe Castelli
sig. F rabiche
Prima Tromba
sig. Riha
Primo Trombone
sig. Vincen\o Golgi
Istruttore de Cori
sig. Maestro Felice Moretti
Suggeritore
sig. Luraschi.
5
PARTE PRIMA-
scena PRIMA.
Galleria nel palazzo di Capellio.
A poco a poco si vanno adunando i parfigimni
di Capellio.
Coro.
A
ggiorna appena ... ed eccoci
Surti anzi Y alba e uniti.
Che fia ? frequenti e celeri
Giunsero a noi gP inviti ;
Già cavalieri e militi
Ingombran la città.
Alta cagion sollecito
Così Capellio rende.
Forse improvviso turbine
Sul capo ai Guelfi or pende
Forse i Monteccbi insorgono
A nuova nimistà !
Tutti Peran gli audaci , ab ! perano
Quei Gbibellin feroci !
Pria ebe le porte s' aprano
Ali1 orde loro atroci ,
Sui Capuleti indomiti
Verona crollerà.
SCENA IL
Capellio 3 Tebaldo , Lorenzo e dtit 'u
Tel. 0) di Capellio generosi amici ,
Congiunti, difensori 5 è grave ed ajta
Ea cagion che ne aduna oggi a consesso.
Prende Ezzelino istesso
All'ire nostre parte, e de' Monteccht
Sostenitor si svela. Otte possente
Ad assalirne invia ... Duce ne viene
De* Ghibellini il più abbonito e reo.
Il più fiero.
Coro Chi mai ?
Teb. Romeo,
Coro Romeo I
Cap% Sì , quel Romeo , quel crudo
Del mio figlio uccisor: egli ( fra voi
Chi fìa che il creda ? ) egli di pace ardisce
Patti offerir , e anibasciator mandarne
A consigliarla a noi.
Coro Pace ! Signor !
Cap. Giammai.
Lor. Nè udire il vuoi ?
Utili forse e onesti
Saranno i patti. A cosi lunghe gare
Giova dar fine ornai :
Corse gonfio di sangue Adige assai.
Cap. Fu vendicato. Il mio soltanto è inulto :
Chi lo versò respira. — E mai fortuna
Non T offerse a miei sguardi ... Ignoto a tutti ,
Poiché fauci ul partìa , vagò Romeo
Di terra in terra , ed in Verona istessa
Ardì più volte penetrare ignoto.
Teb. Rinvenirlo io saprò : ne feci il voto.
E* serbato a questo acciaro
Del tuo sangue la vendetta :
L' ho giù i ato per Giulietta :
Lo sa Italia , il ciei lo sa.
Tu ci* un nodo a me sì caro
Solo affretta il dolce istante \
Ed il voto dell' amante
11 consorte adempirà.
Cap. Si; m'abbraccia. A te d'Imene
Fia Y aitar sin d' Oggi acceso*
Lor. Ciel ! sin d' oggi ?
Cap. E d* onde viene
Lo stupor che t* ha compreso ?
Lor. Ah ! Signor , di febbre ardente
Mesta, afflitta , e ognor giacente...
Ella ... il sai ... potria soltanto
Irne a forza al sacro aitar.
Tel. Come 1 a forza !
Cap. e Coro E avrai tu il vanto
Di por fine al suo penar.
Tel. L'amo, ah ! l'amo, e mi è più cara ?
Più del sol che me rischiara *>
E' riposta, è viva in lei
Ogni gioja del mio cor.
Ma se avesse il mio contento
A costarle un sol lamento ,
Ah ! piuttosto io sceglierei
Mille giorni di dolor.
Cap. f Non temer ; tuoi dubbj acqueta y
La vedrai serena e lieta ,
Quando te del suo germano
Stringa al sen vendicator.
Nostro duce , e nostro scampo ,
Snuda il ferro, ed esci in campo:
Di Giulietta sia la mano
Degno premio al tuo valor.
( Ah Giulietta ! or fia svelato
Questo arcano sciagurato:
Ah! non \* ha potere umano
Che ti plachi il genitori)
Cap. Vanne, Lorenzo; e tu che il puoi, disponi
Giulietta al rito : anzi ch« il sol tramonti
Compiuto il voglio. Ella doman più lieta
Fia che rallegri le paterne mura.
Lor. f^uol parlare. Capellio lo accommiata severamente
Cap. Ubbidisci. ( Lorenzo parte )
Teb. Ah Signor ! ...
Cap. Ti rassicura.
Sensi da miei diversi
Non può nutrir Giulietta ; e a lei fia caro,
Come a noi tutti , il prò' gucrrier che unisce
1 suoi destini ai miei.
Coro
Lor.
8
Teb. Di tanlo bene
Mi persuade amor , e il cor propenso.
A creder vero quel che più desia, (suonò di tromba
Cap. Ma già ver* noi s'invia
Il nemico orator. - Avvi fra voi
Chi de* Montecchi alle proposte inchini ?
Tutti Odio eterno ai Montecchi , ai Ghibellini.
SCENA III.
Romeo con seguito di scudieri e dettL
Jìom. I Jieto del dolce incarco a cui mi elegge
De* Ghibellini il Duce , io mi presento ,
Nobili Guelfi, a voi. Lieto del pari
Possa udirmi ciascun , poiché verace
Favella io parlo ci* amistade e pace.
Teb. Chi fia che nei Montecchi
Possa affidarsi mai ?
Cap. Fu mille volte
Pace fermata , e imita volte infranta.
%om. Stassi in tua man che santa
E inviolabil sia. Pari in Verona
Abbian seggio i Montecchi, e sia Giulietta
Sposa a Ptomeo.
Cap. Sorge fra noi di sangue
Fatai barriera , e non sarà mai tolta ,
Giammai , lo giuro.
Coro E il ginriam tutti.
lìom. Ascolta.
Se Romeo Succise un figlio,
In battaglia a lui die morte :
incolpar ne dèi la sorte :
t i ne pianse , e piange ancor.
Deh ! ti placa, e un alti o figlio
TiQverai nel mio Signor.
Cap. Riedi al campo , e dì allo stolto
Che altro figlio io già trovai.
Jìom. Come ? e qual ?
IVA.
Rom. Tu! ( Che ascolto ? )
Odi ancor ...
Cap. Dicesti assai.
Tcb* Qui ciascuno ad una voce
Guerra a voi gridando va.
Coro Guerra a morte , guerra atroce !
Rirn. Ostinati , e tal sarà.
La tremenda ultrice spada
A brandir Romeo si appresta :
Come folgore funesta ,
Mille morti apporterà.
Ma vi accusi al cielo irato
Tanto sangue invan versato;
Ma su voi ricada il pianto
Che alla patria costerà.
Tutti Esci audace. Un Dio soltanto
Giudicar fra noi saprà. (partono tutti)
SCENA IV.
Gabinetto negli appartamenti di Giulietta,
Giulietta soia.
Tìjccomi in lieta vesta ... Eccomi adorna
Come vittima all'ara — Oh! almon potess
Qual vittima cader deli' ara al piede !
O nuziali tede,
Abbonite così, così fatali,
Siate , ah ! siate per me faci ferali.
Ardo ... una vampa , un fuoco
Tutta mi strugge. (*) Un refrigerio ai venti
(*) ( si affaccia alla finestra e ritorna
Io chiedo invano. — Ove se' tu Romeo ?
In qual terra l' aggiri ?
Dove ? dove inviarti i miei sospiri ?
Oh ! cjuante volte , oh quante
Ti chiedo al ciel piangendo!
Con quale ardor t' attendo ,
E inganno il mio desir !
T
Raggio del tuo sembiante
Panni il brillar del giorno r
L* aura che spira intorno
Mi sembra il tuo respir.
( siede afflittissima )
SCENA V.
Lorenzo , Giulietta indi Romeo.
Lor. ^Propizia è 1' ora. A non sperato bene
Si prepari quell' alma.
Giulietta !
Giù. Oli ! mio Lorenzo !
( si getta nelle sue braccia)
Lor. (sostenendola) Or via, ti calma.
Giù, Sarò tranquilla in breve y
Appien tranquilla. A poco a poco io manco.
Lentamente mi struggo... Ah ! se un istante
Rivedessi Romeo ... Romeo poti ia
La fuggente arrestar anima mia.
Lor. Fa cor, Giulietta... egli è in Verona...
Giù. Oh ciclo!
3NTè a me lo guidi ?
Lor. All' improvvisa gioja
Reggerai tu ?
Giù. Più che all'affanno.
Lor, Or dunque
Ti prepara a vederlo : io tei guidai
Per quel segreto, e a noi sol noto , ingresso.
( apre un uscio e ne esce Romeo )
Rom. Mia Giulietta !...
Giù. ( correndo a lui ) Ah ! ... Romeo ...
Lqi\ Parla sommesso.
( Lorenzo parie )
SCENA VI.
Romeo e Giulietta.
Io
o ti rivedo , oh gioja !
Sì 3 ti rivedo ancor.
O mia Giulietta !
Qual ti ritrovo io mai ?
Priva di speme 5
Egra, languente , il vedi ,
E vicina alla tomba. — E tu qual riedi ?
Rom. Infelice del pari , e stanco alfine
Di questa vita travagliata e oscura ,
Non consolata mai da un tuo sorriso,
Vengo, a morir deciso,
O a rapirti per sempre a tuoi nemici. — ■
Meco fuggir dèi tu.
Giù, Fuggir ! che dici ?
Rom. Sì , fuggire : a noi non resta
Altro scampo in danno estremo.
Miglior patria avrem di questa ,
Ciel migliore ovunque andremo :
D* ogni ben che un cor desia
A noi luogo amor terrà.
Giù, Ah ! Romeo ! Per me la terra
È ristretta in queste porte :
Qui mi annoda , qui mi serra
Un poter d' amor pili forte.
Solo, ahi ! solo all' alma mia
Venir teco il ciel darà.
Che mai sento? E qual potere
È maggior per te d'amore?
Quello, ah! quello del dovere,
Della legge e dell* onore,
a 2
Ah ! crudel , d* onor ragioni
Quando a me tu sei rapita JJ
Questa legge* che mi opponi
E smentita dal tuo cor.
Deh ! l' arrendi a* pregili miei ,
Se ti cai della mia vita ;
Se fedele ancor mi sei ,
Non udir che il nostro amor.
Ah ! da me che più ricerchi ,
S* io t'immolo e core e vita?
Lascia ahnen , al meri concedi
Un sol dritto al gemtor.
Io morrò se mio non sei ,
Se ogni speme è a me rapita :
Ma tu pure alcun mi dei
Sacrifizio del tuo cor.
(ode si festiva musica riabilitano)
Odi tu ? L' aitar funesto
Già s' infiora, già t' attende.
Fuggi, ah! fuggi.
Teco io resto.
Guai se il padre , ti sorprende !
Ei mi sveni , o di mia mano
Cada spento innanzi a te.
Ah ! Romeo! (supplichevole)
Mi preghi invano.
Ah ! pietà .,. di te ... di me.
a i
Vieni ah! vieni, e in me riposa:
Sèi mio bene , sei mia sposa ;
Questo istante che perdiamo
Più per noi non tornerà.
In tua mano è la mia sorte ,
La mia vita , la mia morte ...
Ali ! non m' arni come io t' amo ...
Ah ! non hai di me pietà.
Cedi , ah ! cedi un sol momento
Al mio duolo, al mio spavento;
Siam perduti, estinti siamo.
Se più cieco amor ti fa.
i3
Deh ! risparmia a questo core
Maggior pena , orror maggiore
Ah ! se vivo è perchè t* amo ...
Ah ! T amor con me morrà.
(Vinta dalle preghiere di Giulietta, Romeo
si parte per V uscio segreto. Ella si al-,
lontana tremante )
Fine della parte prima.
PARTE SECONDA
SCENA PRIMA
Atrio interno del Palazzo di Capellio. Di fronte scalinata
che conduce a gallerie praticabili. Grandi Veroni sulle
gallerie che mettono nelle sale del palazzo ? illuminate
per magnifica festa. È notte.
Entrano da varii lati i Cavalieri e le Dame
invitati alla festa.
Coro
T Jieta notte , avventurosa
A rei giorni ancor succede.
Taccion l'ire e Farmi han posa
Dove accende Imen le tede :
Dove un riso Amor discioglie
Ivi è giubilo e piacer.
Festeggiam con danze e canti
Questo illustre e fausto Imene :
11 gioir di pochi istanti
Sia compenso a molte pene ;
3Xè ci segua in queste soglie
Alcun torbido pensier.
*4
Dove un riso amor discioglie
Ivi è giubilò e piacer.
(salgono U scalinate , e si perdono nelle gallerie)
o.
SCENA Ih
Capellio solo.
"r son jpaglii i miei voti ;
L'antico amor scordando alfin Giulietta
Sposa sarà : 1' impaziente core
Va contando gl'instanti, e intanto ondeggia
Fra speranza e timore ,
Fra 1' ira , la vendetta , e fra 1' amòre.
Quell* amor di lei più forte
Spento in seno io volli invano
Donerò la di lei mano
Se donar non posso il cor.
Sì vendetta è in me più forte
Di ragione e insin d' onor*
Ma forse queir anima
Gentile pietosa
Ai prieglii resistete
Ai voti non osa ;
Più dolce più tenera
Pel sposo sarà.
Di padre lusingami ,
La speme F amore
L'afflitto mio core
Contento sarà.
SCENA ìli
Romeo in abito guelfo , e Lorenzo.
! per pietà t' arresta :
Non t' innoltrar di più: — mal ti nasconde
Quella de' Guelfi assisa.
Rotti. Al mio periglio
Pensar poss'io, quando un rivai si accinge
À rapirsi lì mio ben ? ... Ma ciò non ìla ?
Non fia per certo , il giuro.
Lor. Ahi lasso ! è tolta
Forse ogni speme.
Rom. Una men resta ... Ascolta.
Segretamente , e in guelfe spoglie avvolti ,
Col favor della tregua , entro Verona
Mille si stanno Ghibellini armati,
Lor. Cielo !
Rom. Non aspettati ,
Piomberan sui nemici, ed interrotté
Fian le nozze così.
Lor. Funesta notte !
E me di sangue e strage
Complice fai ? Me traditor di questa
Famiglia rendi ?
Rom. Èbben mi svela , e salva
Il mio rivai còsi ... Compia il mio sangue
Il suo trionfo.
Lor. Ah ! che mai dici ? ... ah / cambia -,
Cambia consiglio ... Ad impedir tai nozze
Bastia tn Giulietta ed io ... t' affida a entrambi.
Rom. Odi : e sostieni che consiglio io cambi.
( Odasi di dentro grati tumulto ; squillati lè
trombe , eccheggiano strida , e vedonsi dalle
gallerie tutti i convitati in iscompiglio cor*
rer ai qua e di là )
Lor. Qua! tumulto !
Rom. Oh gioja estrema !
Voci X Montecchi ! (di dèhtro)
Rom. È salva.
Coro (sulle gallerie) All'armi!
Lor. fuggì va ..,
Rom. Tebaldo ! trema ,
Io già corro a vendicarmi.
Quella tromba è suon ferale ,
Suon di morte al mio rivale.
D' imeneo le odiate tede
Il suo sangue estinguerà.
Lor. Taci , taci : d* ogni lato
Gente accorre ... ognuno è armato ...
!0h ! qual scena il cor prevede
Di furore e crudeltà /
Ah ! chi d' armi a noi provvede !
Chi soccorso , o ciel , ne dà !
[Romeo si allontana velocemente, Lorenzo to segue)
SCENA IV.
Il luogo rimane sgombro ; a poco a poco il tumulto
si allontana. Giulietta sola dalla galleria.
Giù. TTace il fragor ... silenzio
Regna fra queste porte ...
Grazie ti rendo , o sorte :
Libera io sono ancor.
Ma de* congiunti il sangue
Per me vetrato or viene ...
Forse trafitto 5 esangue ,
Giace r amato bene ...
Forse ... Oh ! qual gel ! ... qual foco
Scorrer mi sento in cor /
Ah ! per Romeo v* invoco ,
Cielo , destino , amor.
SCENA V.
*6
Coro
Romeo e Giulietta.
Rom.
iulietta !
Giù. Ahimè ! ... chi vedo?
Rom. Il tuo Romeo : t* accheta.
Giù. Ahi lassa ! ... e ardisci ? ...
Rom. m Io riedo
A farti salva e lieta.
Seguimi.
Giù. Ahi ! dove ? ahi ! come ?
Te perderesti e me.
Rom. Io te lo chiedo in nome
Della giurata fè.
Coro Morte ai Montecchi ! (di dentro)
Giù. Ab ! Fasciami ;
Gente ver* noi s* avvia.
Rom. Io t'aprirò fra i barbai l'i
Con questo acciai* la via. {per trascinarla seco)
SCENA VI.
Tebaldo e Capellio con armigeri da un lalo 3
dalP altro Lorenzo.
Gap. f^erina.
Tel. Clie miro? Il pei fido
Nemico ambasciato!* !
(Cielo!... è perduto il misero.),
Oh ! rabbia !
Oh mio terror !
Armato ! in queste soglie !
Sotto mentite spoglie !
Quale novella insidia ,
Empio , tentavi ordir ?
Soldati , olà ...
Giù. {frapponendosi) Fermate :
Padre ... Signor ... pietate ...
Gap. Scostati ...
Tcb. E qual pensiero
Prendi dt un menzognero ?
Gap. Giulietta ?
Tel. Non rispondi ?
a i
Tu tremi?... ti confondi?
Teb, l7ellon ! ... chi sei ? (a Romeo)
Rom. Son tale ...
Giù. Ah ! no , non ti scoprir.
Rom. Io sono a te rivale.
Lor. (Incauto!)
Giù. ( Oh rio martir ! )
Tutti
Teb.Cap. Rivale! che intendo?
più. Lorenzo , m' aita,
i8
Lor.
Rom.
Teb. Cap.
Lor.
Giv.Rom.
Coro
Cap. Teb
Rom.
Giù.
Coro
Oh ! istante tremendo;
Ahimè ! 1* bo tradita.
Oh notte , raddensa
Le tenebre in cielo \
Ricopri d' un velo
11 nostro rossor.
Le vene iti* invade
Un brivido , un gela
Sugli occhi mi cade
Un velo d* orror.
Soccorso , sostegno
Accorda *e.5 o cielo *
Me sol ^ fa segno
Del loro furor.
( Odesi vicino strepito cY armi t di grida)
Accorr iam ,
I miei fidi !
Romeo
Quai grida !
(in
Oh ! gi°ja !
iscena) E desso.
A salvarti un Dio ci guida :
Vien , Romeo , tuoi fidi hai presso.
Cap. Tu Romeo! ne ti svenai?
Teb. E mi sfuggi ? ... e tu vivrai ?
Rom. Sangue, o barbari, bramate,
Ed il sangue scorrerà.
Teb. Al furor che si ridesta ,
Cap. Alla strage che s' appresta ,
Rom. , (Ionie scossa da tremuoto
Coro ) Tutta Italia tremerà.
Giù to cielo, tu gli arresta
Lor. Da battaglia si funesta ;
Cut. Sveglia in essi un qualche moto
l Di rimorso e di pietà.
( Romeo vorrebbe accorrere a Giù. e stringerla
fra le sue braccia , ma è diviso da lei \
RomtGiu< Se ogni speme è a noi rapita
Di mai più vederci in vitaa
Questo addio non fìa V estremo ,
Ci vedremo — — almeno in ciel.
Sul furor che si ridesta,
Sulla strage che si appresta
Anzi tempo , o sol , risplendi
E dirada all'ombre il vel.
Piomba , o notte , e al ciel contendi
Lo spettacolo crudel.
Cala il Sipario.
*9
PARTE TEPxZA
SCENA PRIMA
Galleria come nella Scena prima.
Let musica esprime un lontano rumore , clic a poc0
a poco va cessando.
Giulietta sola
N è alcun ritorna ! ... Oh ! cruda ,
Dolorosa incertezza ! — Il suon dell' armi
Si dileguò... Sol tratto tratto un fioco,
lucei to mormorio lunge si desta,
Come vento al cessar della tempesta.
Chi cadde, hoimè ! chi vinse?
Chi primo io piangerò ? jNè uscir poss' io I ...
E ignara di mia sorte io qui m9 aggiro !
SCENA IL
Lorenzo e delta
Giù. Liorenao ! ebben ?
Lor% Salvo è Rome^,
Chi. Come!
Lor. Nella vicina ròcca
Da* suoi sorpresa, da Ezzclin soccorso
Sperar ei puote... ma tu, lassa!.,, in breve
Di Tebaldo al Castel tratta sarai ,
Se in me non fidi, se al periglio estremo
Con estrema fermezza or non provvedi.
Gin. Che far ? Favella.
Lor. Hai tu coraggio ?
Qui. E il chiedi ?
Lor. Prendi : tal filtro è questo ,
E sì possente , che sembiante a morte
Sonno produce, A te creduta estinla
Tomba fìa data ne' paterni avelli ...
Giù. Oh! che di' tu? fra quelli
Giace il fratello da Romeo trafitto ...
Esso del mio delitto
Sorgerla punitor ...
Lor. Al tuo svegliarti
Sarem presenti il tuo diletto ed io...
Non paventar. — Tremi? — t'arretri?
Gin. Oli Dio!
Moi te io non temo , il sai ...
Sempre io la chiesi a te ,~
Pur non provalo mai
Sorga un terrore in me,
Che mi sgomenta.
Lor. Fida . deh fida in me ;
Sarai contenta.
Giù, Se del lieor possente
Fallisse la virtù ! ...
Se in quel!' orror giacente
Non mi destassi più ...
Dubbio crudele!
Lor. Di me diffidi tu?
Del tuo fedele ? (si sente vicino calpestìo)
Prendi ... gì' istanti volano ...
Il padre tuo si avanza ...
Il padre! ah! porgi , e salvami, [spaventata)
( Lorenzo le consegna il sonni/ero ^
21
Zor. Salva sarai : costanza !
Giù. Morir dovessi ancora ,
Per te , Romeo , si mora !
Sol morte mi può togliere
Al fero gemtor. (Beve rapidamente).
Guidami altrove.
SCENA TERZA
Capellio con seguito e detti.
jÀrresta.
(Calmati.) (piano a Giù, )
Ancor sei desta ?
Concedo al tuo riposo
Brevi momenti ancor.
Esci : e a seguir lo sposo
Ti appresta al nuovo albòr.
( Giù. è nelle braccia di Lor. muta ed immobile )
Coro (a Cap.) Lassa!... d'affanni è piena...
Geme... si regge appena.
Più mite a lei favella ;
L' uccide il tuo rigor.
(Capellio rinnova a Giulietta il cenno di uscire,
Lorenzo la tragge seco. Ella si volge , e con
somma passione si appressa al padre )
Giù, Ah! non posS* io partire
Priva del tuo perdono....
Presso alla tomba io sono ,
Dammi un amplesso almen ,
Pace ima volta all' ire ,
Pace ad un cor eh e more....
Dorma ogni tuo furore
Del mio sepolcro in sen.
Cap. Lasciami...
Lor. (Ah! vieni, e simula) (Piano a
Cap. Alle tue stanze riedi.
Coro. Ella è morente , il vedi. (a Cap. )
Poni al tuo sdegno un fren.
( Giù He Ua parte sostenuta da Lorenzo, )
Cap.
Lor.
Cap.
22
SCENA QUARTA
Capellio e seguilo,.
Cap* Celiai turbamento io provo !
Quale scompiglio in cor! — Taci, o pietade :
Viltà saresti. Di Tebaldo in traccia
Corra qualcuno , e di Lorenzo i passi
Spiate voi ; sospetto ornai mi è desso.
Nè uscir , ne altrui parlar gli sia concesso.
( partono )
SCENA QUINTA
Luogo remoto presso il palazzo di Capellio. In fondo, a
traverso un grand* arco , vcdesi una galleria che mette
all'interno del palazzo medesimo.
Romeo solo.
De
"eserto è il loco. — Di Lorenzo in traccia
Irne poss* io. — Crudel Lorenzo! aneli* esso
M9 obhlia nella sventura, e congiurato
Col mio destili tiranno ,
Mi abbandona a me solo in tanto affanna
Vadasi — Alcun sì appressa...
Crudele inciampo !
SCENA SESTA
Tebaldo e Romeo*
Teb. C3là! chi sci , che ardisci
Aggirarti furtivo in queste mura ?
Non odi tu ?
Boni. Non t9 appressar. Funesto
Il conoscermi foia.
Teb. Io ti conosca
Air audace parlar, all'ira estrema
Che in me tu desti.
m. Ebben mi guarda , e trema.
b. Stolto! ad un sol mio grido
Mille a punirli avrei ;
Ma vittima tu sei
Serbata a questo acciar.
m. Vieni : io ti sprezzo , e sfido
Teco i seguaci tuoi :
Tu bramerai fra noi
L' Alpi frapposte e il mar.
a 2
Un Nume avverso, un fato
Che la ragion ti toglie,
T'ha spinto in queste soglie
La morte ad incontrar.
b. All' armi.
9!,. All'armi. ( per uscire; oclesi musica
lugubre ec. Si fermano ambidue sorpresi)
b. * Arresta.
ni. Qual mesto suono eccheggia ?
voci lontane
Ahi sventurata !
7Z. E' questa
Voce di duol.
ò. Si veggi a.
SCENA SETTIMA
Comparisce a poco a poco un corteggio funeb re t
lento lento difila lungo la galleria.
Cie
el ! di funebri tede
Pompa feral succede....
a 2
Presentimento orribile !
Ho nelle vene un gel.
Pace alla tua beli' anima
Dopo cotanti affanni !
Vivi; se non fra gli uomini ,.
Vivi, o Giulietta, in ciel.
Giulietta !
Spenta /...
Oh barbari!
a i
Mi scende agli occhi un vel.
( Rimangono immobili e muti alcuni momenti.
Romeo pel primo si scuote , e pittando la spada ,
si precipita disperato innanzi a Tebaldo )
Ella è morta , o sciagurato,
Per te morta di dolore.
Paga alfin è del tuo core
L' ostinata crudeltà.
Svena , ah! svena un disperato...
A tuoi colpi il sen presento...
Sommo bene in tal momento
11 morir per me sarà.
Ah ! di te più disperato ,
Più di te son io trafitto»...
L'amor mio come un delitto
Rinfacciando il cor mi va.
Vivi, ah vivi, o sventurato,
Tu che almen non hai rimorso:
Se a miei dì non tronchi il corso ,
Il dolor mi ucciderà. ( Si dividono e par-
tono entrambi nella mai sima desolazione )
Fine della parie terza.
25
PARTE QUARTA
SCENA PRIMA
Recinto ove sorgono le tombe elei CapuletL Vicina
agli spettatori avvi quella di Giulietta
// luogo è chiuso : a replicati colpi si spalanca una
porta ? e riesce Romeo con seguito di Montccchi.
Coro Siam giunti. Il ciel consenta
"Che non ti sia funesto
L' esser disceso in questo
Albergo di squallor. ( Scendono lentamente )
Ronu ( Scorgendo la sepoltura di Giulietta )
Picco la tomba....
Ancor di fiori sparsa.,..
Molle di pianto ancor. Il mio ricevi
Più doloroso e amaro: altro fra poco,
Maggior del pianto , altro olocausto avrai.
( Prostrandosi sul sasso )
Coro Signor , ritratti ; ornai
Eccede il tuo dolor.
Rom. O del sepolcro
Profonda oscurità , cedi un istante ,
Cedi al lume del giorno , e mi rivela
Per poco la tua preda. —
L'urna mi aprite voi.., Ch'io la riveda!
(/ Montecchi silenziosi sforzano il coperchiò
dell' urna e lo sollevano : vedesi Giulietta
dislesa nel sepolcro vestita di bianco , Ro-
meo prorompe in un grido , e corre a lei )
Rom. Giulietta !... O mia Giulietta!
Sei tu !... ti veggio !... ti ritrovo ancora !
Morta non sei.... dormi soltanto e aspetti
Che ti desti Romeo. — Sorgi 5 mio bene ,
Al suon de' miei sospiri.
Ti chiama il tuo Romeo.
Coro Lasso ! deliri,
Vieni : partiam : periglio
E* 1* indugiar di più.
Per pochi istanti
IVle qui lasciate.... Arcani ha il duol che debbe
Solo alla tomba confidar....
Lasciarti !...
Solo ! e in tanto coi doglio !
Ah ! tu ci spezzi il cor....
Partite : il voglio.
(// Coro parte
SCENA SECONDA
Romeo solo.
TPu sola 5 o mia Giulietta ,
M'odi tu sola — Ahi vana speme!... è sorda
La fredda salma di mia voce al suono....
Deserto in terra 5 abbandonato io sono,
Deh ! tu 5 beli5 anima :
Che al cielo ascendi ,
A me rivolgiti 5
Con te mi prendi ;
Così scordarmi 5
Così lasciarmi »,
Non puoi 5 bell'anima,
Nel mio dolor.
Voliamo a vivere
D' eterno amor,
O tu mia sola speme ?
Tosco fatai 5 non mai da me diviso ,
Vieni al mio labbro.... Raccogliete voi
L' ultimo mio respiro ,
Tomba de' miei nemici.
( Si avvelena , e getta a terra T ampolla
SCENA TERZA
Giulietta che si risveglia e Romeo.
Ah ! ( Dalla tomba )
Qual sospiro !
Rom.
Coro
Rem.
€iu.
Rom.
27
Cìu. Romeo ! .. Romeo 1...
Rom. La voce sua!... mi chiama!...
Già m'invita al tuo sen (*) Ciel che vegg' io ?
(*) ( Giulietta sorge dalla tomba J
Giù. Romeo !
Rotn. Giulietta ! oh Dio l...
Giù. Sei tu ?
Rom. Tu vivi?
Giù. Ah ! per non più lasciarti 5
Io mi desto 5 mio ben... la morte mia
Fu simulata..
Rom. Oh ! che di' tu ?
Giù. V ignori ?
Non vedesti Lorenzo ?
Rom. Altro io non vidi....
Altro io non seppi... ahimè! ch'eri qui morta ^
E qui venni... Ah! infelice!
Giù. Ebben , che importa ?
Son teco alfin : ogni dolor cancella
Un nostro amplesso... Andiam...
Rom. Restarmi io deggio
Eternamente qui....
Giti. Che dici mai ?
Parla... Parla... (*) Ah ! Romeo !
(*) ( Si accorge dell' ampolla )
( Romeo si asconde il capo fra le mani )
Rom, Tutto già sai.
Giù. Ah ! crudel ! che mai facesti ?
Rom. Morte io volli a te vicino.
Giù. Deh ! che scampo alcun t' appresti !...
Rom. Ferma ? è vano...
•Giù. Oh ! rio destino !
Rom. Cruda morte io chiudo in seno...
Giù. Ch' io con te l'incontri almeno...
Dammi un ferro...,
Rom* Ah! no giammai.
Giù. Un veleno....
Rom* Il consumai.
Vivi... vivi... e vien talora
Sul mio sasso a lagrimaiv ^
a8
Giù. Ciel crudele ! ah ! pria eh* ei mora ,
I miei dì tu dèi troncar,
Rom. Giulietta ! al seno stringimi ;
Io ti discerno appena.
Giù* Ed io ritorno a vivere
Quando tu dèi morir!
Mom. Cessa... il vederti in pena
Accresce il mio mar tir.
a 2 Più non ti veggo.... ah! parlami...
Un solo accento ancor...
Rammenta il nostro amor.,..
Io manco... addio !...
Giù. Oh ! sfortunato ! attendimi....
Non mi lasciare ancor..
Posati sul mio cor.
Ei muore.... oh Dio !
(Romeo muore; Giulietta cade sovr esso.)
SCENA ULTIMA
-Rientrano precipitosamente i seguaci di Romeo > inseguiti
da Capellio , e da' suoi armigeri che compariscono
da varie parti. Tutto il luogo è rischiarato da faci.
Lorenzo accorre sbigottito e frettoloso.
Céro R,omeo ! Romeo !
Cap. S' in segua no.
Coro Cielo ! (spaventati allo spettacolo)
Lor. Estinti ambedue !...
Coro Barbaro fato !
Lor. Mira. (a Cape Ili 9 )
Cap. Uccisi!... da chi?...
Tutti Da te, spietato !
Capellio si getta sul corpo di Giulie 1 1* ,
Lorenzo su quello di Romeo.
CALA Ih «PAEIO.